L’Italia è una miniera d’oro di tartufi.
Può sembrare strano ora, ma solo negli anni ’70 molti italiani si sono resi conto della ricchezza che si nascondeva nei loro boschi e nelle loro montagne.
Caccia al tartufo
Nonostante la sua relativa oscurità nei primi anni di vita, il mestiere di cercatore di tartufi ha radici antiche, che risalgono all’Impero Romano. Secondo le testimonianze storiche, sembra che gli antichi Romani attribuissero al tartufo potenti qualità afrodisiache.
Il fulcro della caccia al tartufo è la stretta collaborazione tra la natura, l’uomo e gli insostituibili compagni dell’umanità: i cani. Solo lavorando insieme e fidandosi l’uno dell’altro, l’uomo e il cane possono scovare questi preziosi gioielli culinari della terra.
Per la sua importanza nella protezione dell’ecosistema – e in parte per le sue antiche origini – l’UNESCO considera la caccia al tartufo un patrimonio dell’umanità.
I tanti tartufi d’Italia
I tartufi italiani sono molti e vari. Il clima italiano e la composizione del terreno rendono la penisola un terreno estremamente fertile per i tartufi.
Delle numerose varietà di tartufi italiani che crescono spontaneamente, solo otto possono essere vendute: il tartufo nero pregiato, il tartufo bianco, il tartufo nero estivo, il tartufo “uncinato”, il tartufo “brumale”, il tartufo “bianchetto”, il tartufo nero “moscato” e il tartufo nero liscio.
La Toscana è conosciuta soprattutto per il tartufo bianco pregiato – che si trova nelle Crete Senesi e nel Casentino – per il tartufo nero pregiato – che si trova nel Chianti, nel Casentino e nella Valdichiana – e per il tartufo Scorzone – che si trova in molte province toscane, tra cui Arezzo.
La caccia al tartufo italiano è attiva tutto l’anno. Da gennaio a marzo, i cacciatori cercano il tartufo scuro invernale, il tartufo marrone ad aprile e il tartufo estivo fino a novembre. Il tartufo bianco si trova esclusivamente a settembre.
I tartufi in cucina
I tartufi italiani sono i protagonisti di molte ricette tradizionali. Sebbene a volte vengano utilizzati per esaltare il sapore di piatti più semplici, come le uova o le patate, sono più spesso abbinati alla pasta. Alcuni esempi famosi sono la “Pasta alla Norcina con tartufo”, gli “Gnocchi con funghi porcini e tartufo” e i “Tajarin al tartufo”.
Utilizziamo il tartufo italiano anche per arricchire un altro caposaldo della nostra cucina tradizionale: il risotto.
Curiosità: i tartufi non sono patate, tuberi o radici, come molti pensano, ma piuttosto funghi. Sono composti per lo più da acqua e prosperano in prossimità di noccioli, carpini, tigli e pioppi.
